Il tè è una questione di equilibrio…chimico.

Di tutto quello che si può scrivere sulla chimica del tè penso che l’argomento più importante sia quello legato alla ”chimica dell’infusione” ovvero tutta quella serie di fenomeni chimico-fisici che fanno si che le sostanze passino dalla foglia all’acqua. Questo perchè alla fine noi del tè beviamo, appunto, l’infuso e non è che ne mangiamo direttamente le foglie. Come vedremo, questi facili concetti ci possono chiarire meglio il perchè di alcuni aspetti dell’infusione, come: la sua durata, la quantità di foglie, la temperatura alla quale deve essere operata, il perchè è possibilie fare infusioni multiple etc.

La cosa fondamentale da iniziare a dire e che quando facciamo un’infusione non stiamo facendo nient’altro che un estrazione solido-liquido, ovvero  stiamo separando tutta una serie di molecole da una matrice solida, la foglia, per mezzo di un solvente liquido (nel nostro caso l’acqua) facendole passare appunto in soluzione.
L’infusione perciò segue in buona sostanza gli stessi principi che sono alla base dell’estrazione solido-liquido e che cercherò di illustrare brevemente e nel modo più semplice possibile.

Le foglie appena entrano in contatto con l’acqua subiscono il cosiddetto processo di imbibizione. In questa fase l’acqua penetra all’interno della foglia solubilizzando la varie molecole in essa contenuta e creando una sorta di soluzione molto concentrata di tutti questi composti all’interno stesso della foglia che è poi la nostra matrice. Avvenuto ciò succede quello che tutti noi osserviamo quando prepariamo il tè ovvero il soluto che è presente all’interno della foglia inizia a migrare nella soluzione acquosa presente all’esterno della foglia. Più è alta la differenza di concentrazione del soluto tra la soluzione imbibente e la soluzione liquida esterna e più il ”flusso” di soluto che va da una fase all’altra, per effetto della diffusione, è elevato. La differenza di concentrazione quindi può essere vista come la forza spingente del processo. Infatti come potete osservare nell’immagine sottostante (dove sono state considerate le concentrazioni di diverse catechine all’aumentare del tempo di infusione)  ad un certo punto la concentrazione di soluto nella fase esterna alla foglia tenderà a stabilizzarsi ed a non crescere più perchè si è raggiunta una condizione di equilibrio tra le due fasi, interna ed esterna alla foglia.

estrazione-te

Fonte: Effect of brewing temperature and duration on green tea catechin solubilization: Basis for production of EGC and EGCG-enriched fractions. David Labbe, Angelo Tremblay, Laurent bazinet. Separation and Purification Tehnology 40 (2006) 1-9.

Ciò è alla base delle infusioni multiple. Infatti quando noi togliamo l’infuso precedente dove era presente gia una certa concentrazione dei composti presenti anche nella fase interna ed aggiungiamo della nuova acqua la differenza di concentrazione tra le due fasi, interna ed esterna alla foglia, ovviamente si troverà di nuovo ben lontana dall’equilibrio ed inoltre aumentando la differenza di concentrazione aumenterà anche la driving force del processo.

Un ruolo importante nella preparazione del tè, come saappiamo, è ricoperto anche dalla temperatura. Anche questo non è un caso in quanto l’aumentare della temperaura auementa la solubilità dei composti presenti nella foglia favorendone cosi anche il passaggio nella fase esterna. Senza contare che più alta è la temperatura e più è favorito il processo diffusivo delle molecole nella fase esterna. Aumentando la temperatura ovviamente si perde anche in selettività, quindi magari si estraggono dalla foglia anche molecole che non si riescono ad estrarre a temperature più basse e che possono avere effetti positivi o negativi sul gusto finale dell’infuso.

Importante durante l’infusione è anche il rapporto foglie/acqua. Questo perchè, come a questo punto potete immaginare, in genere più è alto questo rapporto più è elevato inizialmente il ”flusso” totale di molecole che passano da una fase all’altra. Ovviamente poi il sistema tende sempre a raggiungere l’equilibro e quindi questo flusso andrà ovviamete a diminuire di entità.

Importante durante l’infusione, come sappiamo, è anche il recipiente in cui essa avviene infatti la sua forma deve favorire una omogenea distribuzione del soluto nella fase liquida esterna. Ad esempio in un recipiente molto stretto e lungo la concentrazione potrebbe essere molto diversa alle due estremità.

Detta in questi termini l’infusione sembra una cosa banale e molto facile da controllare tenendo a mente questi pochi concetti ma noi ben sappiamo che invece non è cosi perchè alla fine ogni tè si comporta in modo diverso. Questo principalmente perchè noi non estraiamo un “solo tipo” di molecola dalla foglia ma ne estraiamo centinaia di tipi diversi che variano poi da tè a tè ed ogni molecola nel processo estrattivo si compota in maniera diversa, quindi l’arte di preparare una buona infsione sta proprio nel trovare il giusto compromesso tra i vari parametri sopra elencati affinchè in soluzione si verifichi la giusta armonia tra i vari composti che la compongono.

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