Chimica e cultura del tè stanno bene insieme

“I have a friend who’s an artist and has sometimes taken a view which I don’t agree with very well. He’ll hold up a flower and say “look how beautiful it is,” and I’ll agree. Then he says “I as an artist can see how beautiful this is but you as a scientist take this all apart and it becomes a dull thing,” and I think that he’s kind of nutty. First of all, the beauty that he sees is available to other people and to me too, I believe. Although I may not be quite as refined aesthetically as he is … I can appreciate the beauty of a flower. At the same time, I see much more about the flower than he sees. I could imagine the cells in there, the complicated actions inside, which also have a beauty. I mean it’s not just beauty at this dimension, at one centimeter; there’s also beauty at smaller dimensions, the inner structure, also the processes. The fact that the colors in the flower evolved in order to attract insects to pollinate it is interesting; it means that insects can see the color. It adds a question: does this aesthetic sense also exist in the lower forms? Why is it aesthetic? All kinds of interesting questions which the science knowledge only adds to the excitement, the mystery and the awe of a flower. It only adds. I don’t understand how it subtracts.”

                                                                                                                                Richard Feynman

Credo che queste parole del grande scienziato e premio Nobel Richard Feynman si adattino alla perfezione a spiegare il perchè in questo blog si parli sovente di chimica del tè.
Molto spesso si pensa che cultura e chimica del tè sono due cose distinte e separate, anzi talvolta mi è capitato di leggere persone che ritengono siano due cose quasi in contrapposizione o che magari pensano che nel parlare di cultura del tè la chimica non c’entri niente. Invece io penso non sia affatto cosi. Credo che ognuno nel tè, in fondo, cerchi sempre la bellezza, questa bellezza può risiedere nella preparazione, nel profumo, nel gusto ed in tante altre cose ma, come giustamente dice Feynman, c’è una bellezza anche nell’infinitamente piccolo, nei processi molecolari che sono alla base di molti fenomeni, quindi, tornando al caso particolare del tè, sapere quali siano le trasformazioni che avvengono in una foglia di tè e il  perchè avvengono non faccia altro che aumentare la bellezza del tè, ci permette di ammirarlo ancora di più.
Ad esempio osservare un tea master che con la sua destrezza ed esperienza produce un fantastico tè artigianale è una cosa molto bella ma sapere cosa avviene nella foglia a livello molecolare in risposta ai gesti ed alle azioni del  tea master sia una cosa che lo rende ancora più affascinante. E’ cosa bellissima la preparazione di un tè, senza dubbio, ma sapere il perchè è necessaria una determinata temperatura dell’acqua o un determinato tempo di infusione e cosa avviene alle varie molecole una volta in contatto con l’acqua è una cosa che rende la preparazione ancor più bella.
Di questi esempi se ne possono fare tantissimi altri ma quello che voglio dire, riprendendo sempre in prestito le parole di Feynman, è che conoscere la chimica del tè non fa altro che aggiungere bellezza e fascino alla nostra bevanda e non potrebbe essere altrimenti.

 

 

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