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Sencha di Ashikubo cultivar Oku-midori

Non ho molta familiarità con i verdi giapponesi cosi qualche mese fa ho deciso di ordinarne uno da Thes du Japon, un sito che mi ha ispirato subito molta fiducia.

Come primo tè ho deciso di optare per uno che mi sembrava abbastanza ”entry level” ma che poi si è rivelato molto al di sopra delle aspettative.

Il tè in questione è un sencha di alta montagna proveniente da Ashikubo (prefettura di Shizuoka) ed ottenuto dal cultivar Oku-midori.

Le foglie secche sono stupende, molto lunghe e con un profumo vegetale che colpisce ad ogni annusata.

L’infuso che ne risulta è davvero sorprendente. Si presenta subito con un gusto privo di eccessi, dapprima con un sapore fresco e con un tocco vegetale che via via si trasforma in un qualcosa di molto più complesso fatto di fiori e frutta gialla. Infine un retrogusto molto articolato permane a lungo in bocca regalando ogni volta che si prepara questo tè nuove sfumature. Questo tè presenta in modo limtatissimo l’astriingenza e l’amarezza che talvolta sono un tratto caratteristico dei sencha.

Un tè che è stato una piacevolissima sorpresa e che ha reso molto più di quanto mi aspettassi a giudicare solo dal prezzo (all’incirca 10 €/ 100g). Questo tè mi ha convinto a continuare a provare altri verdi giapponesi ed appena saranno disponibili quelli del raccolto 2017 credo che ne prenderò degli altri.

sencha okumidori

Foglie del sencha

infuso sencha

Infuso del sencha

English version

I’m not very familiar with the Japanese green teas so a few months ago I decided to order one from Thes du Japon, a site that immediately inspired me a lot of confidence.

As a first tea I decided to opt for one that seemed pretty  entry-level  but which then turned out to be far above expectations.

The tea in question is a high mountain sencha from Ashikubo (Prefecture of Shizuoka) and obtained from the Oku-midori cultivar.

The dry leaves are beautiful, very long and with a vegetable scent that strikes at every sniff.

The resulting infusion is really amazing. It has a taste without excess, first with a fresh taste and a vegetable touch that gradually becomes something more complex made of flowers and yellow fruits. Finally, a very articulated aftertaste persists for a long time in mouth giving each time you prepare this tea new nuances. This tea presents in a very limited way the astringency and bitterness that sometimes are characteristic of the sencha.

A tea that was a very pleasant surprise and made much more than I expected to judge only from the price (about 10 € / 100g). This tea has convinced me to continue to try other Japanese greens and as soon as the harvest of 2017 will be available I think I will take some others.

Japanese tea cultivar family trees

Un interessatissimo post sui vari cultivar dei tè giapponesi!

Japanese Tea Sommelier

I do not intend in this article to draw an endless list of all the Japanese tea cultivars and their family tree, but I will present thus a certain number of cultivars that seem to me essential in this part of the history of tea Japanese.
Indeed, here and on Thés du Japon, I always present many cultivars, as well as their links with others, and here is a sum that I will try to realize by forming groups.

But first, some generalities.
– What is a cultivar?
This is a variety of tea plant, a varietal or “cépage”.
The tea plant is a plant which cannot “fertilize” itself, in short, a flower receiving the pollen of the same tree will not be able to give seed. Thus, it will give seed only thanks to the pollen of another tree, and therefore, with this type of reproduction, each tree has…

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Huxinting Tea House, Shanghai

Un interessantissimo articolo sulla famosa Huxinting Tea House di Shanghai con foto d’epoca e varie testimonianze. Buona lettura!

Read, Seen, Heard

Tea House Last

In the Old City of Shanghai, just outside the Yu Yuan Garden, sits the Huxinting tea house, said to have been built during the Ming Dynasty (1368-1644) as a private retreat, and restored in 1855, when it became a public tea house. The tea house is reached via the Bridge of Nine Turnings, designed to frustrate evil spirits, who prefer to travel in straight lines. Westerners have long referred to it as the Willow Pattern Teahouse, as it resembles the scene from the classic blue & white Willow chinaware.

The tea house has hosted a variety of guests. Among the early uninvited visitors were officers of the British Army under Sir Hugh Gough, who, in June of 1842, during the First Opium War, took over the tea house as a command center for a few days before moving on to another virtually defenseless city. More visitors were to come; I’ll…

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Cosa muove la vostra passione?

Ieri, come saprete, è morto Bauman e nella pioggia di citazioni che si scatenano sui social in queste occasioni una mi ha colpito davvero molto, forse perchè mi ci sono riconosciuto anche per quanto riguarda il mio rapporto con il tè.
La citazione tratta da ”Denro la globalizzazione” è la seguente:

”Lo scopo del gioco del consumo non è tanto la voglia di acquisire e possedere, né di accumulare ricchezze in senso materiale, tangibile, quanto l’eccitazione per sensazioni nuove, mai sperimentate prima. I consumatori sono prima di tutto raccoglitori di sensazioni: sono collezionisti di cose solo in un senso secondario e derivato.”

Questa ricerca di nuove sensazioni, pensandoci bene, è la vera forza spingente che mi ha portato a provare sempre nuovi tè, anche perchè come sappiamo ognuno è diverso dall’altro ed ognuno ha qualcosa di nuovo da regalare ed allora si finisce col non smettere mai e poi quando sto per provare un nuovo tè la stessa attesa di un qualcosa di nuovo, di mai provato, fa si che una certa eccitazione mi pervada sempre. In realtà io non so dire neanche se questo sia un fatto negativo o positivo od una via di mezzo tra i due, per dirlo dovrei pensarci meglio per adesso so solo che mi capita. Ed a voi capita lo stesso o ciò che dal profondo muove la vostra passione è qualcosa di diverso?

 

Jingmai Miyun 2016

Nel mese di settembre ho comprato da Bannacha un paio di campioni di uno sheng prodotto proprio in questa primavera, quindi giovanissimo.
Questo Pu Erh, chiamato Jingmai Miyun, è stato prodotto dagli stessi proprietari del sito usando materiale proveniente appunto da Jingmai.

Non è la prima volta che acquisto da Bannacha perchè già lo scorso Gennaio avevo acquistato dei tè da loro ma purtroppo in quel periodo non ne scrissi sul blog, per fortuna però di questi tè ne è rimasta testimonianza sul blog di Francesca, se volete leggere di loro potete consultare questi 3 bellissimi post  che vi linko:

Ritornando a questo tè devo dire che sono stato davvero molto soddisfatto da lui.

Le foglie secche sanno d’autunno, io avverto qualcosa che mi ricorda le castagne, i funghi sempre Francesca, che anche lei le ha annusate, mi suggerisce mele cotogne.

miyun-pu-erh

Passado all’infusione, per essere uno sheng giovane si comporta in maniera un po’ insolità. Infatti anche con tempi di infusione di 90/120 secondi già dalla prima infusione non mostra nesseuna accentuata astringenza o amarezza che sono invece presenti in maniera assai discreta come quasi a voler accompagnare il tutto e non a predominare, il sapore inizialmente è secco con un qualche cosa di vegetale e con qualche accenno minerale, quasi che più di un pu erh sembra un verde però poi nel retrogusto rivela la sua essenza di sheng. Dapprima una sensazione di freschezza che avvolge il cavo orale davvero molto piacevole e duratura, poi lasciando sedimentare questa sensazione viene fuori quella che possiamo definire la seconda parte del retrogusto fatta di noto floreali sottili ma nello stesso tempo complesse e piacevoli.
Le foglie dopo l’infusione si presentano intere e davvero molto belle da guardare.

miyun

A giudicare anche da quanto l’ho pagato sono davvero contento di questo tè. Alla fine 20 grammi costano 3 euro ovvero quanto viene a costare una confezione di bustine Twinings ma ovviamente il confronto tra i due non esiste proprio.

Il tè per tutti i giorni (ed altre divagazioni sul prezzo del tè)

Uno degli argomenti che credo sia fondamentale ma che per varie ragioni viene, secondo me, davvero  battuto poco e male è quello del costo del tè…che poi, rimanga fra di noi, qualche volta che se ne parla succede sempre un gran casino.

Quasi sempre se si vuole comprare un tè di una certa qualità girando per i vari siti si trovano prezzi generalmente molto alti, almeno 30/40 euro l’etto se non di più…col rischio di prendere anche una sola, ma questa è un’altra storia.

È pur vero che un tè cosi costoso uno non va a berlo tutti i giorni perchè poi alla fine ci vorrebbe un mutuo.
Mettiamo che però uno abbia voglia di un tè non troppo articolato, per cosi dire normale, da consumarsi quotidianamete ma che comunque gli dia quel piacere che solo il buon tè può dare, allora trovare un tè che associ queste caratteristiche ad un prezzo ragionevole allora diventa un impresa abbastanza ardua.

Io mi sono trovato in questa situazione proprio negli ultimi mesi in cui ho fatto un po’ più di acquisti cercando prorpio questa tipologia di tè per uso quotidiano e, per cosi dire, a basso rischio (perchè se dopo aver passato ore a spulciare i vari siti in cerca di quello che pensiamo faccia proprio al caso nostro il tè poi si rivela counque cattivo alla fine abbiamo buttato solo pochi soldi).

Quindi, detto questo, in questo post volevo dare delle piccole indicazioni su come riuscire a trovare tè che abbiano queste caratteristiche o almeno come sono io riuscito a trovarli, ovviamente indicazoni da non prendere assolutamete per oro colato perchè poi va a finire che pure io fra un mese non la penso più cosi.

-Non aver paura di provare tè che provengano da luoghi ”non convenzionali” come l’Indocina oppue l’Africa, molte vole si trovano cose decenti a prezzi abbastanza buoni. Qualche anno fa il luogo di provenienza per eccellenza che preferivo per trovare tè di ottima qualità a buon mercato era il Nepal, erano tè ancora poco conosciuti, ma diciamo che adesso per i tè nepalesi secondo me la situazione diciamo è diventata un po’ più complessa ed anche li con i prezzi non è che se ne capisca più tanto, rimanendo ovviamente sempre buonissimi tè.

-Non soffermarsi ovviamente al primo sito che si trova ma ovviamente girare moltissimo confrontando tra i vari tè che si incontrano, che qualche volta per misteri ignoti vendono gli stessi tè a prezzi completamente differenti.
A me ad esempio è capitato che lo stesso identico  pu erh  un famoso sito di pu erh con sede nello Yunnan lo vendesse quasi il doppio rispetto a quanto lo vendesse un altro sito che l’aveva acquistato proprio dal sito precedente e che lo rivendeva…How is it possible? Alla fine ho capito, dopo qualche ricerca, che era successo che il primo all’inizio lo vendeva ad un prezzo più basso e poi forse siccome il tè era un po’ invecchiato (era un pue erh del 2009) o per altre ragioni l’ha aumentato quasi del doppio.
Tutto questo discorso per dire che bisogna avere anche uno spirito un po’ indagatorio per comprare un tè al prezzo migliore.

-Cercare siti che vendano tè che hanno fatto il minor numero di passaggi di mano possibili perchè in generale più passaggi di mano fa un e più il prezzo lievita.

-Andare ovviamente, ma questo è un consiglio che vale sempre soprattutto per chi come me è inesperto, su siti che abbiano comunque una certa reputazione e sia il più traspearente possibile sui vari passaggi che hanno portato il tè dalla pianta alla vendita e non fermarsi su un sito solo perchè ”tanto vende a poco” perchè potrebbe vendere qualsiasi schifezza, anche dannosa per la salute.

-Prediligere siti specializzati solo in una particolare categoria di tè.

Per adesso questi sono i consigli che mi vengono da dare, poi se mi ne viene in mente qualcun altro lo aggiungo.

Infine una piccola riflessione sul panorama nostrano. In Italia si parla tanto e da sempre di come far aumetare il numero di appassionati alla bevanda e credo che in queso giochi una fase fondamentale proprio il prezzo del tè. Per dire, una persona che si approccia per la prima volta all’acquisto di tè non credo sia incoraggiata a continuare se per comprare del tè decente magari deve sborsare cifre alte facendo si che il tè, quello buono, riamanga solo come qualcosa di pur sempre elitario.