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Meng Ding Gan Lu

Oltre al Tai Ping Hou Kui un altro tè verde davvero eccezionale che ho provato questa estate è  stato il Meng Ding Gan Lu.

Ho acquistato questo tè a Napoli da ”Qualcosa di tè”. Peppe , il proprietario,  aveva a disposizione questo raro tè perchè l’aveva  acquistato direttamente in Cina durante un suo recente viaggio in quelle terre di cui potete leggere qui.

Questo tè cresce sui monti del Meng Shan nella provincia del Sichuan e vanta una storia antichissima e piena di fascino che si perde, come spesso accade in questi casi, tra storia e leggenda.
Se volete saperne di più sulla storia e le tradizioni legate a questo tè vi consiglio vivamente di leggere quanto è stato scritto a questo link:

http://www.chinahighlights.com/chengdu/attraction/meng-ding-mountain.htm

Passando alla descrizione vera e propria del tè ovviamente la prima cosa che colpisce sono le foglie, che sono piccolissime e ricchissime di peluria.
Il profumo di queste foglie mi ha ricordato quello del cacao ma con note meno pungenti.Per essere precisi (so che può sembrare inconsueto) la prima cosa che mi ha riportato alla mente l’aroma di questi germogli  è il profumo dei mustaccioli.

Le foglie del Meng Ding Gan Lu prima dell'infusione

Le foglie del Meng Ding Gan Lu prima dell’infusione

L’infuso ad un primo sguardo approssimato si presenta opaco, ma se si guarda attentamente ci si può rendere conto che questa caratteristica è dovuta alla grandissima quantità di peluria che durante l’infusione passa dalle foglie alla tazza.
L’aroma dell’infuso mi ha ricordato molto quello delle castagne cotte al forno, questo aroma predominante è accompagnato da un retrogusto composto da note molto fresche e dolci. Il sentore d’erba invece è praticamente assente o comunque  appena percettibile.

Le foglie dopo l'infusione

Le foglie dopo l’infusione

 

 Proposte d’ascolto

Continuando quanto iniziato nel post sul Tai Ping anche stavolta vi propongo due brani da accompagnare a questo tè.

Il Meng Ding Gan Lu mi ha trasmesso la sensazione come di un qualcosa di leggero e delicatissimo, allora ho scelto due brani che mi trasmettono le stesse sensazioni.

Il primo brano è ”Spiegel im spiegel” del compositore contemporaneo Arvo Part esponente del minimalismo musicale.

Il secondo brano è il primo movimento della suonata n. 11 in La maggiore di Mozart, ve lo propongo nella stupenda esecuzione della pianista Mitsuko Uchida.

Tai Ping Hou Kui ed un po’ di musica

In questi giorni ho provato un tè verde davvero speciale: il Tai Ping Hou Kui  conosciuto anche come Monkey King.

Ho acquistato questo tè dalla Min River Tea  di cui avevo gia provato dei tè che si erano rivelati buonissimi ed anche questo tè non è stato da meno.

Questo tè è davvero unico e ricco di particolarità e curiosità  e già il nome rivela questa sua caratteristica.”Tai Ping” indica la contea della provincia di Anhui dove viene coltivato,”Hou” indica il villaggio di Hou Ken dove questo tè ha avuto origine e ”Kui” indica il nome della persona che inventò questo tè ovvero Wang Kui Cheng che per primo diede vita a questo tipo di tè. Il soprannome di Monkey King invece è dovuto alla leggenda secondo la quale un tempo questo tè era raccolto dalle scimmie che erano le uniche a potersi  inerpicare sui pendii scoscesi dell’ Huang Shan dove nasce questo tè.

Le foglie si presentano molto lunghe ed appiattite. Ciò è dovuto a due fattori.
Il primo è il particolare cultivar di Camellia Sinensis che viene utilizzato che produce foglie molto più lunghe del solito che inoltre vengono raccolte un po’ in ritardo verso metà aprile per consentirne una ulteriore crescita.
Il secondo è che per produrre questo tè  tè non vengono raccolti solo i germogli apicali ma anche le due o tre foglie sottostanti che sono più ampie, nella fase di lavorazione questo ”rametto” con più foglie viene appiattito in modo da unire le foglie più grandi con i germogli dando vita alla particolare forma di questo tè.

 

Le foglie del Tai Ping Hou Kui

Le foglie del Tai Ping Hou Kui

Una cosa che salta subito all’occhio quando si osservano le foglie di questo tè è il reticolo impresso sulla loro superficie dovuto al fatto che le foglie di questo tè vengono pressate su delle reti metalliche a maglie molto fitte che  imprimono appunto sulla superficie del tè la loro impronta, questa operazione permette al tè di liberare al meglio i suoi costituenti durante l’infusione.

Potete notare il reticolo impresso sulla foglia.

Potete notare il reticolo impresso sulla foglia.

Un’altra caratteristica che lo distingue dagli altri tè è il periodo del giorno in cui viene raccolto. Infatti a differenza degli altri tè il Tai Ping Hou Kui viene raccolto solo dalle 6 alle 10 del mattino ovvero quando i monti dove viene coltivato sono ancora avvolti dalla nebbia mentre nei giorni di pioggia la raccolta non avviene.

Se volete saperne di più sulla raccolta e la lavorazione di questo tè vi consiglio di dare uno sguardo anche  a questo video realizzato dalla tv di stato cinese.

Per quanto riguarda la parte degustativa questo tè mi ha colpito tantissimo.
A primo impatto è predominante la nota vegetale che però è molto particolare, a me ha ricordato il buonissimo sapore dei fiori di  zucca che proprio in questo periodo sono al massimo della fioritura. Questo sapore lascia poi spazio ad un ampio ventaglio di note floreali molto persistenti e piacevoli. Altra caratteristica che ho notato è l’estrema freschezza che questo tè dona al palato che lo rende molto indicato alle giornate estive.

Per la preparazione i tempi di infusione possono essere prolungati molto più del solito perchè questo tè non indulge mai all’amaro ed anche l’astringenza è quasi nulla.

 

Proposte d’ascolto
Quando bevo tè  a me piace moltissimo ascoltare musica perchè penso che siano due cose che vanno molto in sintonia tra loro (magari qualche volta scrivo un post su quello che penso sul rapporto tè e musica, adesso mi dilungherei molto).
A partire da questo post quando parlerò di un tè che ho provato di persona cercherò di proporre della musica che secondo me ben si abbina con quel tè  cercando di volta in volta  di variare il genere musicale. Ovviamente sono delle proposte molto soggettive e se vi piace l’idea proponete  anche voi qualche pezzo.

Allora per oggi vorrei indicare due pezzi da ascoltare mentre si beve il Tai Ping Hou Kui.

Il primo è un brano è  la ballata in Sol minore di Chopin, che proprio come questo tè ha un finale sorprendente e ricco di spunti.
Ve lo propongo nella bellissima esecuzione di Krystian Zimerman.

Il secondo è un pezzo jazz molto famoso ovvero ”Softly, as in a morning sunrise ” di cui vi propongo la versione di Sonny Clarck.
Ho scelto questo pezzo perchè è legato all’alba che è proprio la parte del giorno dove questo tè viene raccolto.

I documenti delle riunioni dell’ ”Intergovernamental Group on Tea” della FAO

Il 5 ed il 6 Maggio si è riunito a Roma nel quartier generale della FAO l’ Intergovernamental Group on Tea.
I temi principalmente discussi sono stati: uso dei pesticidi, tè biologico, ruolo dei piccoli produttori e  impatto del cambiamento climatico sulla coltivazione del tè.

Qui potete trovare i documenti redatti in questa riunione.

http://www.fao.org/economic/est/est-commodities/tea/tea-meetings/teaintersessional/en/

 

Qui potete trovare invece i documenti relativi alle riunioni degli anni precedenti.

http://www.fao.org/economic/est/est-commodities/tea/tea-meetings/en/

Tre scritti di Robert Fortune

Robert Fortune è stato uno dei padri del tè indiano. Il botanico scozzese viaggiò molto in Cina per cogliere i segreti della coltivazione del tè e  questi tre scritti sono il resoconto dei suoi viaggi nel paese del dragone.

I seguenti libri li potete leggere online o scaricare nei vari formati disponibili.

 

Buona lettura!

I paper della Kansai University

Tempo fa sul sito web della Kansai University ( una università giapponese) mi sono imbattuto in questi interessantissimi paper che riguardano vari aspetti della storia del tè.

I paper sono quattro e ve li linko qui di seguito:

 

Buona lettura!