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Il tè in Marocco

Il tè fu probabilmete introdotto in Marocco durante il regno di Moulay Ismail (1627-1727), forse come dono della regina Anna d’Inghilterra per il rilascio di un gruppo di prigionieri, ma non divenne popolare fino al diciannovesimo secolo proprio In questo periodo infatti la chiusura dei porti baltici durante la guerra di Crimea (1853-1856) lasciò i mercanti britannici con un eccesso di tè cinese che era rimasto invenduto appunto per l’impossibilità di raggiungere quei mercati, ciò li spinse a cercare  aprire nuovi mercati per il tè nei porti di Tangeri ed Essaouira.
Il tè che fino alla fine della prima metà dell’Ottocento  era ancora riservato alle classi più alte ed era un bene di lusso inizio cosi velocemente a diffontersi anche tra la base della popolazione divenendo popolarissimo. Basti pensare che negli anni ’80 dell’Ottocento zucchero e tè da soli rappresentavano la metà delle importazioni del Marocco.

Il tè che viene comunemente utilizzato oggi in Marocco è il Gunpowder al quale i marocchini aggiungono zucchero ed erbe rinfrescanti, fra le ebe la principale è la menta.
L’area nei dintorni di Meknes produce la migliore menta del paese, la menta verde (Mentha Spicata) che ha foglie piccole e di un verde brillante. Ma non è l’unica erba ad essere utilizzata. In inverno solitamente si aggiunga anche assenzio, maggiorana, salvia e verbena.
Come spesso accade anche tra le varie regioni del Marocco ci sono variazioni nelle preparazione del tè. Il tè preparato nella zona di Fes è dorato, aromatico ma leggero mentre i berberi nell’Alto Atlante preparano un infuso  ricchissimo di erbe aromatiche. Nel profondo sud del paese il tè invece è molto forte e scuro e viene servito in bicchieri più piccoli. La tradizioni vuole che si bevano tre bicchieri di tè ed a proposito di questo nella regione desertica del marocco c’è un detto che però io ho trovato in due versioni e non saprei quale sia quella vera (anche se a naso direi la prima) quindi ve le propongo entrambe (se qualcuno mi risolve questo dilemma gli sono molto grato 😉 ):

”Il
primo bicchiere è amaro come la vita, Il secondo è forte come l’amore, Il terzo è come calmante come la morte.”  (Fonte: Washington Post)
” Il primo bicchiere è dolce come la vita. Il secondo è forte come l’amore. Il terzo è amaro come la morte.” (Fonte: Wikipedia)

Berbero che versa il tè

Berbero che versa il tè


In Marocco la preparazione del tè comporta un rituale paziente, misurato, qualche volta cerimonioso e sempre ricco d’abilità, che ragiunge il culmine quando il tè viene versato dall’alto verso il basso in piccoli bicchieri colorati.
L’usanza di versare il tè dall’alto verso il basso non è solo una cosa teatrale ma si sostiene che abbia anche un utilità pratica. Alcuni sostengono che serva a  ri-areare l’acqua che aveva perso l’area durante l’ebollizione, altri dicono che serva a far raffreddare il tè altri ancora pensano che le bolle che si formano in superficie diano consistenza al tè… e poi non c’è da sottovalutare il rumore piacevole che il cadere dall’alto del tè nel bicchiere produce cosa che aggiunge un altro aspetto sensoriale all’esperienza di bere tè.
In Marocco il tè spesso è accompagnato da dolci speziati, zuccherati (con l’aggiunta anche di miele
) e ripieni di frutta e noci.

Tè servito insieme ai tipici dolcetti

Tè servito insieme ai tipici dolcetti

Fonti

Tea in Morocco:”it’s in the blood”. Washington Post (21/10/2014)

The Story of Tea: A Cultural Hstory and Drinking guide. M. L. Heiss e R. J. Heiss.