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Ye Guang Bai primavera 2017 da Eastern leaves

Tè biancoIn questi giorni ho avuto il piacere di provare diversi tè di Eastern Leaves, una giovane azienda italiana fondata da due ragazzi, Lorenzo e Vivian, che hanno deciso di comprare diverse decina di ettari ettari di foresta vergine nella zona tra i monti Nannuo e Pasha per avviare la produzione di tè ed i risultati a giudicare da quanto ho potuto provare assaggiando i loro tè sono davvero molto ma molto promettenti.
Li ringrazio moltissimo per avermi fatto assaggiare i loro tè!

Il primo tè di cui voglio parlare è il Ye Guang Bai, una sorta di tè bianco che però subisce un’ essiccazione che avviene solo in ombra e che gli conferisce un sapore ed un evoluzione durante le infusioni davvero peculiare.

guang bai

Ye GUang Bai prima dell’infusione

Questo tè, soprattutto nelle prime infusioni, fa il suo ingresso in bocca con una nota sapida molto evidente, che raramente si riesce a provare in altri tè, questa nota però svanisce quasi di netto per dare spazio ad una profonda dolcezza che persiste molto insieme ad altre note floreali che si presentano in sottofondo. Quest’alternanza sapido/dolce è stato proprio l’elemento caratterizzante di questa infusione.
Con l’avanzare delle infusioni questo tè perde sempre più la caratteristiche proprie dei bianchi ed inizia a somigliare sempre più ad un rosso, sia nel colore dell’infuso che si fa via via più scuro sia proprio nel sapore dove si riesce a sentire una puntina di spezie ed un piccolissimo tocco maltato. Buonissimo l’odore delle foglie dopo l’infusione che a me personalmente a riportato alla mente i migliori Assam, come a voler ricordare l’avvenuto viraggio verso il rosso durante le infusioni (forse la cosa è dovuta al fatto che anche questo tè proviene dalla variante Assamica ma questa è solo una mia supposizione).

Un tè pienamente soddisfacente e che non stanca il palato anzi lo stuzzica con la grande diversità di aromi che si possono avvertire con il procedere delle infusioni!

ye guang bai

Ye Guang Bai durante l’infusione

Tempo fa avevo preso l’abitudine di associare della musica ad ogni tè che provavo, abitudine che ho via via perso. Adesso voglio iniziare di nuovo abbinando a questo tè ”Sugar on my tongue” dei Talking Heads (canzone che a me piace molto ed a cui si potrebbero attribuire molteplici significati ma io prendo quello più letterale) perchè bevendo questo tè si ha proprio la sensazione di avere dello zucchero sulla lingua!

Bai Hao Yin Zhen (Cultivar Fuding)

Oltre al Bai Ji Guan di cui vi ho parlato la scorsa volta da Francesca ho ricevuto in regalo altri meravigliosi tè.
Tra questi quello di cui vi voglio parlare oggi è lo Yin Zhen Fuding, un tè bianco originario del Fujian di cui potete leggere anche in questo post.
La peculiarità di questo Yin Zhen che ho provato è che è stato invecchiato per circa due anni!

I germogli prima dell’infusione sono bellissimi, lunghi e sottili con un bel colore argenteo.
Il profumo di queste foglie è davvero speciale…bello, intenso e penetrante uno di quegli odori che rimangono nel naso e di tanto in tanto ritornano a far visita. Mi ha ricordato i fiori secchi con un lieve accenno di incenso.

Foglie dello Yin Zhen Fuding

Foglie dello Yin Zhen Fuding

Passando all’infuso anche qui si rimane subito catturati dal suo profumo stupendamente floreale, mi ha riportato alla mente il giglio, la calle e con un tocco di mimosa e camomilla.
Il liquore appena giunge in bocca segnala la sua presenza con una lieve e piacevole nota salina (come se nell’infuso fosse stata aggiunta un punta di bicarbonato) questa prima sensazione lascia spazio subito ad una eccezionale percezione di freschezza e dolcezza che avvolge il palato.
A questo punto il tè sembrerebbe spegnarsi senza regalare altre emozioni ma è proprio da questo momento che inizia a dare da il megliodi se  regalando un retrogusto fantastico  molto ma molto persistente (mai provato niente di simile!) fatto di mandorle e noci a cui si aggiungono note maltate (può sembrare strano visto che sono due tè agli antipodi ma  il malto di questo Yin Zhen mi ha ricordato molto i migliori Assam).
Questo retrogusto fa venire subito voglia di riempire di nuovo la tazza quindi si è portati quasi naturalmene a continuare con le infusione che almeno fino alla quarta sono sempre capaci di regalare nuove emozioni, anche perchè questo tè scorre davvero bene e con delicatezza  non stancando minimamente il palato.

 

Proposte d’ascolto

Per quanto riguarda l’abbinamento musicale risulta davvero immediato e forse troppo scontato abbinare il candore di questi germogli con quello del chiaro di luna, cosi la scelta del famoso brano di Debussy è quasi d’obbligo 🙂

A sottolineare la vivacità e la vitalita di questo tè (nonostatnte siano passati due anni da quando è stato raccolto!) un altro brano che mi piace associargli è questo stupendo preludio di Bach ricco di virtuosismi.