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Wild Dian Hong da Eastern Leaves

“Tea that grows wild is superior, garden tea takes second place”
Chájīng – Lu Yu.

Ultimo tra i tè di Eastern Leaves che ho provato c’è questo ottimo tè rosso.
I tè rossi sono tè che mi sono sempre piaciuti e mi hanno sempre attratto.

Questo tè è stato prodotto durante questa primavera utilizzando materiale proveniente da alberi selvatici presenti in una foresta incontaminata nella zona di Nannuo.

Passando all’infusione il tè in bocca si mostra in modo assai gentile. Passa senza disturbare non presentando ne astringenza ne amarezza mentre dona una marcata sensazione di dolcezza anche abbastanza prolungata. A differenza di altri tè rossi che molte volte sono piatti e privi di spessore e complessità questo tè presenta un ottimo retrogusto pieno di sfumature, molto presenti le note maltate e speziate. La buona qualità delle foglie permette di fare davvero molte infusioni delle stesse foglie non perdendo ne gusto dell’infuso, altra cosa che di rado è consentita fare con questi tè.
Davvero molto avvolgente ,quasi penetrante, l’aroma delle foglie dopo l’infusione che quasi sembrano richiamare i profumi della foresta dove queste foglie sono state colte.

tè rosso wild

Foglie durante l’infusione

 

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Due giovanissimi sheng da Eastern Leaves

Continuando il discorso iniziato nel precedente post, sempre in questi giorni ho provato anche due sheng del nuovo raccolto primaverile che mi sono stati regalati da Eastern Leaves.

Dei due sheng uno è ricavato da alberi selvatici che crescono in una foresta nella zona di nannuo mentre l’altro è ricavato da alberi antichi presenti nella zona dei monti Pasha che crescono sempre in modo selvatico, entrambi i tè hanno subito lo stesso processo di lavorazione.

Per quanto riguarda il primo tè le foglie secche presentano un intenso profumo che ha me ha ricordato vagamente quello dell’uva passa.. Passando all’infusione mi è piaciuto moltissimo la virata nel sapore tra la prima e la seconda infusione, nella prima questo tè è stato gentile e floreale con pochissima astringenza cosa che non mi aspettavo vistA la sua giovanissima età, inoltre mi ha lasciato in bocca un bellissimo e persistente retrogusto. Nella seconda infusione invece ho notato una netta deviazione verso l’amaro che è una gusto che nei pu erh non mi dispiace affatto anzi mi piace, l’amaro ha fatto si che le note più floreali si mostrassero più in sottofondo e non prominenti come nella prima infusione, nelle infusioni a seguire l’amaro è via via svanito per lasciar posto alle consuete note floreali che però stavolta presentavano un tocco più vegetale.

wild pu'er

Pu’er selvatico di Nannuo, fogli dopo l’infusione

 

Per quanto riguarda il secondo tè, quello da alberi antichi, le foglie secche hanno un profumo molto simile al precedente. Per quanto riguarda l’infusione dietro una puntina di astringenza, che negli sheng a me non dispiace sentire, si manifestano delle note floreali che non avevo mai riscontrato cosi aperte in un pu’er, mi sembra di fare un azzardo nel dirlo ma a me a tratti hanno riportato alla mente le note floreali che si sentono in alcuni oolong di Taiwan, quasi mi è parso di sentire anche il tocco un piccolo burroso ma forse questa è solo frutto della mia immaginazione 😉
Veramente molto piacevole il retrogusto molto persistente e che evolve in una grande varietà di sfumature. Davvero molto gradevole anche la sensazione di freschezza che dona alla bocca durante e dopo la bevuta.
Durante le infusioni successive il tè ha continuato su questa strada senza potente la virata verso l’amaro presente nel tè precedente.

ancient trees pu'er

Pu’er selvatico di alberi antichi di Pasha, foglie durante l’imfusione.

 

Per quanto riguarda l’abbinamento musicale continuo con i Talking Heads e trattandosi di due tè ”wild” ho scelto un pezzo che richiama questo termine 😉